X photographer Simone Raso, ci porta sul circolo Polare artico con la mirrorless medioformato GFX-50s. Più precisamente siamo a 66° 33′ 39″ di latitudine Nord e 350km a nord del circolo Polare Artico. Qui sotto trovete la X-story di Simone Raso, per leggere tutto il post potete accedere direttamente sul blog ufficiale della Fujifilm qui.

Simone Raso X Photographer Fujifilm racconta, “Benvenuti a Tromso o meglio a Tromsoya (isola di Tromso) la città con più di 50mila abitanti più a Nord del mondo, terra di vichinghi e porta naturale di accesso al Polo Nord. Luogo di partenze di tantissime spedizione artiche,  tra cui quella che il celebre esploratore Roald Amundsen intraprese nel tentativo di salvare il suo amico Umberto Nobile, rimasto intrappolato tra i ghiacci dell’Artico dopo lo schianto del dirigibile Italia, e dove vi trovò la morte.

Sono qui con lo scopro di  preparare la mia Xperience, alla scoperta di luoghi per poter offrire la miglior esperienza possibile a tutti coloro che vorranno viaggiare con me, un sogno di chiunque voglia esplorare queste zone così remote e portare a casa degli scatti unici.

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Siamo in piena notte artica, le ore di chiaro, o meglio di crepuscolo a mia disposizione sono pochissime, una fioca quanto magica luce infatti mi accompagna dalle 9 circa del mattino, alle 12:30… per il resto buio. Il sole tornerà a farsi vedere il 19 di gennaio ed il suo ritorno sarà festeggiato il 21 Gennaio: il “giorno del sole”.

Durante queste poche ore devo concentrare i miei scatti, la notte sarà invece la mia perfetta alleata quando andrò a caccia delle Northern Light, le famose aurore boreali.

Il primo dei miei tre giorni di “site inspection” prevede l’uscita a bordo della Artic Princess un catamarano di 45 piedi dotato di ogni confort. Per il secondo giorno ho deciso di noleggiare un’auto per muovermi liberamente tra i Fiordi, mentre per il mio  terzo ed ultimo giorno mi aspetta lo spettacolo delle Northern Light.

Nonostante la latitudine così estrema, la presenza del mar di Norvegia mitiga moltissimo il clima. In questo periodo ci si limita a qualche grado sotto lo zero, anche se la temperatura percepita è molto inferiore a causa del vento e della tanta umidità.

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Per questi giorni di viaggio ho la fortuna di avere con me la GFX 50S che si dimostrerà compagna preziosissima grazie alla tantissima qualità e ricchezza di dettaglio e di informazioni del suo file.

Il mio scopo è uno ed uno solo… cercare scorci unici da immortalare e da salvare sulla mia mappa.

Mentre scatto, già mi immagino al computer impaziente nel fare post produzione visualizzando il risultato finale stampato. Pur non facendo parte del mio corredo abituale, ho già avuto più di un’occasione per lavorare con GFX 50S, conosco bene le sue qualità e so già quanto lontano mi potrò spingere. Ogni scatto è un misto di concentrazione sul presente e di proiezione al futuro.

La poca luce crea un effetto inverosimile. Sembra di vivere in un mondo in bianco e nero. Scatto ovviamente in RAW conscio di non avere nemmeno la necessità di effettuare del braketing potendo sfruttare diversi sviluppi dello stesso file. Le condizioni non sono estreme, ma sono comunque rigide, e anche solo sapere di non dover fare più scatti nella stessa  situazione mi permette di lavorare al meglio. Il monitor basculante e le funzionalità touch completano l’opera.

Una routine meravigliosa: guardarsi intorno, trovare un buono spot, cavalletto, scelta dell’inquadratura, esposizione, click. Intorno a me silenzio e una sensazione di pacifica solitudine. Non esiste null’altro se non il qui e ora, dedicato alla realizzazione dei miei scatti.

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Dai gelidi paesaggi,  alle Northern Light, la mia GFX 50S  in accoppiata al GF23mm e allo zoom GF32-64mm sforna una media di 20gb di file al giorno. Condivido con voi alcuni scatti… aspettando il prossimo viaggio in queste terre meravigliose!”

Per legger tutto l’articolo pubblicato sul sito ufficiale della Fujifilm

Per scoprire tutto sulla GFX-50s disponibile su DgTales.com potete accedere al link qui