Fujifilm X-H1 | una recensione di Riccardo Spatolisano Fujifilm X-Photographer

La nuova introduzione della Fujifilm X-H1 ha dato la possibilità a Fujifilm X-Photographer, ti testarla e provarla personalmente. La Fujifilm X-H1 nasce principalmente come prodotto per fotografi professionisti, ma allo stesso tempo, data la sua alta qualità video in 4K le funzione della fotocamera X-H1 sono prestanti anche per videomaker. Infatti Riccardo Spatolisano ci racconta che secondo lui la H nella Fujifilm X-H1 stia per “High Performance”

Vi invitiamo quindi, a leggere la recensione della fotocamera Fujifilm X-H1 di Riccardo Spatolisano ripresa dal sito ufficiale del Fujifilm X-Photographer (che potete trovare qui). Buona lettura!


Fujifilm X-H1

Le nuove specifiche introdotte sono molte, precisamente X-H1 porta con se 19 migliorie operative che vedremo man mano descritte in questa recensione di prodotto. Un detto dice: “…SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA!”. Infatti di cambiamenti all’interno della X-H1 ce ne sono diversi ma il cuore è lo stesso della X-T2.

Sensore e processore sono stati letteralmente travasati in questa nuova macchina, ma facciamo un passo alla volta…. Vedremo prima un pò di aspetti tecnici (che non amo molto ma essendo una nuova uscita è doveroso soffermarsi un istante). Partiamo quindi dal contenitore… “CASE” 

Riccardo_Spatolisano_Recensione_X-H1_05.jpgSo per esperienza personale che Fujifilm tiene molto in considerazione l’opinione dei professionisti e tante delle migliorie che sono state approntate in questi anni sono dovute ai suggerimenti di molti professionisti in fase progettuale e di beta testing.

Usabilità e versatilità sono state le parole chiave per questa nuova X-H1 ed il suo concetto operativo è stato ottimizzato rispetto agli altri modelli della serie X.

Per quanto riguarda l’aspetto esteriore il concetto di base deriva da un traguardo raggiunto nel medio formato con GFX 50S. Per ragioni di spazio, pesi e dissipamento calore, la custodia della GFX ha caratteristiche molto particolari che hanno costretto gli ingegneri a pensare diversamente rispetto ai canoni nati per la serie X.

xh1_frame_1_02.jpg

Il “case” della H1, però, ha subito un processo di asciugatura e ridimensionamento rispetto alla GFX 50S (vedi mia recensione) nonostante le assomigli molto. Diciamo che si è trovato un compromesso che si avvicina maggiormente agli utilizzatori di reflex, abituati ad un’ergonomia più presente.

Se da una parte le dimensioni, i pesi e l’ergonomia della serie X sono il plus, in molti casi e per molti professionisti dover tenere in mano attrezzatura molto piccola è un limite.

Sulla X-H1 dovendo inserire inoltre il sistema IBIS – “Integrated Image Stabilization” (che vedremo in seguito) sul sensore, gli ingegneri hanno dovuto per necessità aumentare le dimensioni dell’involucro. Conseguenza di peso e dimensioni è stato rivedere parte dell’ergonomia per rendere la macchina più stabile nell’impugnatura.

La soluzione ha dato come risultato un corpo più robusto e ben saldo tra le mani.

Solida e ben costruita, la X-H1, ha infatti lo chassis (in lega di magnesio) il 25% ca. più spesso della X-T2 con un aumento di peso a parità di condizioni di 166g (direi assolutamente accettabile…).

In ogni caso pare che questa maggiore robustezza sia stata necessaria per poter montare lenti cinema e tutti i teleobiettivi molto spinti.

Questa dimensione maggiore significa maggiore resistenza per l’alloggiamento a baionetta delle lenti.

Essendo più rigido, infatti, si adatta meglio agli obiettivi più grandi oltre ad un miglior bilanciamento quando si utilizzano gli obiettivi zoom più grandi “Red Label” Fujinon, nonché lenti più importanti in dimensione e peso come XF23mm f1.4, XF56mm f1.2 e XF90mm f2. Quando usi questi obiettivi più grandi su X-H1 il bilanciamento è ben ottimizzato. Maggiori specifiche qui.

La tropicalizzazione garantita da 94 punti di chiusura ed il rivestimento esterno (modificato rispetto alla X-T2) particolarmente resistente ai graffi, ne garantiscono la funzionalità anche in condizioni di acqua scrosciante, polvere e temperature fino a -10°C. E’ stata inoltre modificata la trama e la resistenza del materiale (maggiori info qui).


Osservandola nei particolari…

Una delle prime cose che si nota è che sigla della macchina è passata da frontale Dx a posteriore Sx, poco sopra al LCD principale sul retro. Passandola tra le mani sembra di avere una Fujifilm GFX in formato ridotto, soprattutto per la presenza del display LCD secondario presente nella parte superiore del corpo macchina identico alla medio formato della casa nipponica.

Può essere personalizzato in quasi tutte le sue parti rendendolo di fatto molto flessibile alle abitudini di lavoro di ognuno. Fornisce le informazioni di impostazione della ripresa, velocità dell’otturatore, l’impostazione ISO, bilanciamento del bianco, la compensazione dell’esposizione, simulazione pellicola utilizzata, residuo batteria, ect…davvero utile per leggere tutte le informazioni prima di mettere l’occhio nel mirino. Inoltre in condizioni di scarsa illuminazione ambientale è attivabile l’illuminazione di servizio tramite piccolo pulsante a fianco dello stesso display.

Il monitor posteriore è un LCD da 7,6cm (3 pollici a 1,04 milioni di pixel) basculante in tre direzioni esattamente come per la sorella X-T2, ma è stata aggiunta l’opzione touch-screen. Infatti tutti i progressi che Fujifilm ha realizzato con l’interfaccia touch-screen di modelli come X70, X-E3 e la Fujifilm GFX sono stati trasferiti sulla X-H1. Ha tutte le funzioni di scorrimento direzionale personalizzabili e le funzioni generali del touch-screen come su X-E3.

Si possono sfogliare le immagini, zoom in/out, regolare i punti di messa a fuoco, cambiare messa a fuoco, ect., caratteristiche pratiche durante le riprese su un treppiede.

Segue per Fujifilm la filosofia del mirino centrale che accontenta di fatto tutti coloro che non vogliono abbandonare la linea estetica da DSLR (che sicuramente ha una storia di lunga data), che in questo caso è stato traslato di qualche centimetro indietro per agevolare la posizione del naso durante lo scatto. Il mirino elettronico è un OLED che ha una risoluzione di 3,69Mp e un ingrandimento 0,75Xpoco più piccolo della T2 (0,77X per 2,36Mp) ma con una maggiore risoluzione. Una delle cose che Fujifilm ha migliorato con l’X-H1 è il già brillante EVF della X-T2 passato da 500cb/m^2 a 800cd/m^2 che si traduce in una maggiore luminosità del mirino elettronico soprattutto in condizioni di forte illuminazione esterna. Inoltre il periodo di blackout tra gli scatti è stato migliorato e ridotto ulteriormente. Infatti il nuovo mirino elettronico ha una frequenza di aggiornamento di 60 fps in modalità normale e di 100fps in modalità boost. Non c’è quasi alcun ritardo. Inoltre la velocità di passaggio della visualizzazione dall’EVF a LCD e passata da 0,4 sec a 0,22 sec, in senso inverso addirittura 0,15 sec.

Opzione interessante è l’aggiunta ai setting di luminosità dell’EVF e dell’LCD della regolazione puntuale del colore assolutamente utile per una personalizzazione della macchina in relazione alla propria visione stilistica…chiaramente questa modifica non ha nulla a che fare con il risultato finale dell’immagine ma è un bel modo di assecondare i propri gusti visivi. Questa miglioria sembra fine a se stessa ma è coerente con il concetto alla base del mirino elettronico che permette di mostrare l’immagine finita ancor prima di essere prodotta…una sorta di predizione visuale.

Offre prestazioni leader nel segmento delle fotocamere mirrorless. Il tempo di risposta ultra veloce è di soli 0,005 secondi con un frame-rate di 100 fps, i movimenti visti nel mirino sono estremamente fluidi. Anche con soggetti dinamici, il fotografo può determinare con estrema precisione tutti i particolari e comporre l’immagine esattamente secondo le proprie esigenze.

E’ scomparsa la ghiera superiore dedicata alla compensazione di esposizione, che è stata sostituita da un pulsante che permette, una volta premuto, di cambiare i valori di compensazione usando la ghiera posteriore.E’ stata mantenuta la funzione “T” sulla ghiera dei tempi che permette di variare i tempi di esposizione per mezzo della ghiera di comando frontale. La ghiera frontale e posteriore possono finalmente essere personalizzate come nelle DSRL di fascia alta. Il tasto di blocco sopra le ghiere tempi/ISO non è cambiato, ma i pulsanti sono stati arrotondati, rendendoli più confortevoli al tatto. La funzione di multi-esposizione presente nella sotto ghiera ISO è stata sostituita dal comando CM (di fatto una via di mezzo del numero di scatti possibili tra CL e CH).

Nella nuova modalità “CM” in abbinata con la nuova prima tendina elettronica, si ottengono 6 fps in visualizzazione Live-View con 100ms ca. di blackout.

Riepilogando:

  • CL: 3fps/4fps/5fps in Live-View
  • CM: 6fps in Live-View + E-front curtain shutter
  • CH: 8fps/11fps/14fps in Post-View

Il posizionamento del joystick è più alto (maggiormente fruibile dal pollice) rispetto alla X-T2 perché il tasto “Q” (Quick Menù) è stato posizionato sulla gobba posteriore Dx della macchina sopra al Led per la segnalazione del buffering durante la scrittura delle informazioni sulla scheda SD, il resto dei tasti sulla Dx del monitor (croce menù e disp. back) posteriore hanno posizione e funzionamento invariato.

I tasti AE-L e AF-ON (prima AF-L) ora sono contigui sulla Dx del mirino; successivamente si trova la ghiera posteriore dei comandi. Per chi si stia chiedendo come mai è stato concepito il tasto AF-ON, la risposta va cercata nel tasto di scatto che funziona in modo differente dal passato nel senso che come opzione da menù si può svincolare la messa a fuoco dallo scatto. Quindi si può mettere a fuoco con il pollice e scattare con l’indice senza passare per la mezza corsa del tasto di scatto prima di catturare l’immagine.

Ghiera e sotto ghiera tempi invariata.

Si è perso il tasto Fn superiore al corpo macchina…poco male!

Infine tasto Cestino e Play sono nella medesima posizione ma di ergonomia diversa.

E’ stata eliminata (mio malgrado) la filettatura (vintage) sul pulsante di scatto per flessibile meccanico remoto. Chiaramente è possibile scattare in remoto attraverso il modulo Wi-Fi (con l’App proprietaria) oppure con il comando dedicato. In alternativa in Tethering con in computer per mezzo della porta USB 3.0 (utilizzando un software chiamato Tether Plug-in Pro, proprietario di Fujifilm che lavora in ambiente Photoshop/Lightroom).

Un grande cambiamento nell’operabilità è il nuovo pulsante di scatto. Fujifilm ha realizzato un meccanismo diverso per il rilascio dell’otturatore, quindi difficilmente sentirai resistenza quando premi il pulsante dell’otturatore. Questa fotocamera è stata chiaramente ottimizzata per la messa a fuoco con pulsante AF-ON e quando si utilizza questo metodo è possibile effettuare facilmente molti scatti in rapida successione anche in modalità di scatto singolo.

Altra funzione aggiunta in questa sezione è il collegamento via Bluetooth.

Ormai uno standard la presenza del doppio Slot per schede SD sulla Dx della fotocamera.

Sulla Sx invece ritroviamo tutti gli accessi IN/OUT per audio/video.

Il jack per il monitor audio si trova solo nel battery grip a fianco dell’ingresso dell’alimentazione.

ON/OFF a corona del pulsante di scatto. In sostanza tutto è stato pensato per rendere più accessibili le funzioni principali con l’aiuto di tasti poco più grandi e arrotondati. Frontalmente a parte l’impugnatura più pronunciata, la X-H1 è praticamente identica alla X-T2. Prima di passare oltre vediamo qualche immagine prodotta con la X-H1.


Le immagini che trovate a corredo di quest’articolo sono state scattate in JPEG con un prototipo pre-produzione della X-H1 e successivamente lavorate in Adobe Lightroom.

 X-H1 - XF56mm f1.6 - 1/320 - ISO 200 

 


Dal 3 luglio al 30 settembre 2018 sarà molto semplice farsi tentare dalla qualità, dall’innovazione tecnologica e dal design della Serie X, grazie alle promozioni di sconto immediato all’acquisto che Fujifilm mette in campo per le ammiraglie della Serie X e per gli obiettivi XF versione F2 – scopri di più qui

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *