Metodi di fusione in Photoshop: applicare una texture all’immagine

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tutorial adobe photoshop

Quando si lavora coi layer di texture bisogna sempre ricordare che il loro range tonale ha un impatto diretto su quello dell’immagine finale. È dunque importante scegliere texture e metodo di fusione in funzione del risultato che si desidera ottenere.

Cominciamo con un sintetico excursus sui diversi metodi di fusione di Photoshop presi in esame che vi aiuterà a conoscerli meglio, a prescindere dal loro utilizzo con le texture.
Premessa: scurire, moltiplicare, sovrapporre ecc. i colori va inteso in ambiente rgb, agendo cioè sia sulla tinta che sulla luminosità.

applicare texture a foto

La foto di partenza

 

tutorial postproduzione

Il layer che andiamo a fondere

 

Moltiplica. Lavora sulle informazioni cromatiche di ciascun canale e moltiplica il colore dello sfondo con quello del livello fuso ad esso. Qualsiasi colore moltiplicato col nero dà come risultato il nero; quando, invece, lo si moltiplica col bianco, rimane invariato; gli altri colori agiscono, a seconda dei loro toni, come se si addizionassero i tratti di un evidenziatore. In ogni caso il risultato finale è tendenzialmente più scuro.
[nb Schiarisci è il metodo equivalente e contrario di Moltiplica, il risultato finale è tendenzialmente più chiaro e le aree inalterate sono quelle fuse col nero]

fusione moltiplica

L’effetto del metodo di fusione Moltiplica

Sovrapponi. Moltiplica o scolora, a seconda del colore di base. I pattern e i colori si sovrappongono ai pixel dello sfondo preservandone le ombre e le alte luci. Il colore di base non viene sostituito, ma miscelato a quello applicato. In parole povere, più scuro è il layer applicato, più scuro sarà il risultato e viceversa.

Luce Soffusa. Scurisce o schiarisce i colori, a seconda del colore del layer applicato. Quando questo  è più chiaro del grigio 50% l’immagine risulta schiarita come se fosse stata mascherata*; quando, al contrario, il layer è più scuro del grigio 50%, l’immagine sembra bruciata, cioè più scura. Come con Sovrapponi, più il layer è scuro, più lo sarà anche l’immagine finale.

La differenza sostanziale fra Sovrapponi e Luce Soffusa è che quest’ultima, meno invasiva, ha un effetto più delicato (e meno croccante).

fusione sovrapponi

L’effetto del metodo di fusione Sovrapponi e Luce Soffusa

Aprite in Adobe Photoshop l’immagine di partenza e cliccate File/Inserisci per aggiungere il livello con la texture scegliendolo nelle vostre cartelle in remoto.
Con Modifica/Trasformazione libera è possibile adattare la texture alle dimensioni della vostra foto, ma più simili saranno le dimensioni dei due file e migliore sarà l’effetto. In particolare, è consigliabile lavorare con medesimi bit, formato e risoluzione: è facilmente intuibile che se lo sfondo è un tif a 300 dpi e il pattern che gli applicate un jpg a 72 dpi, largo 250 pixel, quest’ultimo apparirà stretchato e, per quanto la cosa venga camuffata dalla successiva fusione, la consistenza e la trama del layer ne risulteranno evidentemente compromessi.
Una volta inserita la texture non vi resta che scegliere il metodo di fusione selezionandolo col menù a tendina in alto a sinistra del pannello livelli. Il risultato finale può essere ulteriormente calibrato agendo su opacità e riempimento (in alto a destra del pannello). Chiaramente è possibile applicare, col procedimento appena illustrato, più di una texture sul medesimo sfondo.

utilizzo delle texture

metodo di fusione sovrapponi

Sovrapponi

metodo di fusione luce soffusa

Luce Soffusa

 

Un altro esempio. Cambiamo foto, layer e metodo di fusione:

applicare texture in photoshop

 

metodo di fusione moltiplica

Moltiplica

 

Come scegliere la texture
La scelta dipende fondamentalmente dall’effetto che si vuole ottenere.
Si può desiderare simulare una carta usurata/spiegazzata, un metallo o una foto antica (quest’ultima impazza fra i filtri delle diverse app per smart phone), una stampa su tela o, applicando graffi ed altri elementi di “disturbo”, uno scatto realizzato attraverso una vetro semi opaco.
La tecnica in sé è semplicissima, ma ogni immagine “reagisce” in maniera differente. Una volta capito cosa si vuole, il più è testare texture simili fino ad individuare quella davvero ottimale. Come esempi abbiamo scelto foto di paesaggio urbano e naturale, ma lo stesso processo può essere applicato a ritratti, still life e altro…

Come procurarsi le texture
In rete è facilissimo reperire texture. Si possono acquistare su iStock o Fotolia o cercare su Google. Se non fate un utilizzo commerciale della vostra immagine vi basterà scegliere fra le migliaia di file messi a disposizione in creative commons.
Nulla vieta di produrre da sé le proprie texture, in particolare se si cercano superfici, materiali e toni particolari. Dal momento che le immagini più funzionali hanno un istogramma molto equilibrato è bene evitare i contrasti troppo marcati.
Alcuni suggeriscono, inoltre, di ritagliare da una vecchia pellicola dei frame non esposti (quindi trasparenti) e sfregarli/calpestarli per poi scansionarli ottenendo un layer dall’effetto “fotografico” molto naturale.

* Mascherare, così come il successivo bruciare, sono due termini legati alla pratica della camera oscura che ha adottato anche Photoshop: il primo significa schiarire; il secondo, che spesso genera confusione, scurire.


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